Maria, la gita al fiume e una canzone per una mamma lontana

Le storie che seguono fanno parte di “Compagni di Viaggio”, una raccolta di ricordi degli educatori, a cura di Virginia Gardenghi, Maria Nicolai e Pietro Senigaglia.

Yu Pin è in Italia da circa 3 anni; vive con il padre e il fratello più grande che è disabile, ma nella sua casa sembra vivano molte altre persone; il padre lavora in un’azienda che divide la raccolta differenziata, la madre è in Italia, ma lavora in un’altra città e non vede mai i suoi figli.

Yu Pin in casa fa tutto: cucina, pulisce, si occupa del fratello disabile; ma Yu Pin ha anche voglia di divertirsi, di studiare e di stare con persone della sua età. Così lo invitiamo a venire al Gruppo Gulliver, sia per preparare l’esame di terza media, sia per fare un po’ di gite con noi.

Lui inizia a partecipare ma, quando si tratta di andare in gita al fiume Trebbia, ci dice di non saper nuotare; soprattutto ci dice che il padre non lo lascerà mai venire perché, quando era piccolo, gli è stato predetto da un mago cinese che, se si fosse immerso nell’acqua con tutto il corpo prima dei 18 anni, sarebbe morto.

Allora, d’accordo con l’assistente sociale che segue il fratello, organizziamo un incontro con il padre e la mediatrice cinese: chiediamo al padre di firmare l’autorizzazione per la gita sul fiume, rassicurandolo sul fatto che non succederà nulla.

Yu Pin è felice: seduto sulla riva guarda il fiume e i ragazzi che si tuffano dagli scogli.

A quel bagno è sopravvissuto e ora lavora in un bar, ha passato gli esami, ma non ha voluto continuare gli studi, preferendo un lavoro che gli permettesse di aiutare in casa.

Carlos viene dall’Ecuador e ha 15 anni; insieme con la sorella e il fratello più grandi ha raggiunto la mamma a Milano dopo alcuni anni di separazione.

Ama la boxe e il rugby, ama la musica reggeton, sta imparando a suonare la chitarra e balla molto bene la bachata.

Un giorno ha portato al corso di chitarra una canzone ecuadoregna, “Todos tienen una madre”, e ha chiesto all’insegnante di chitarra di trovargli le note.

Allora insieme abbiamo provato a tradurla in italiano; in quell’occasione Carlos mi ha raccontato che questa è una delle sue canzoni preferite perché, era quella che lui cantava alla mamma ogni volta che la chiamava dall’Ecuador.

Todos tienen una madre
Ninguno como la mia
Que arde como lucecita
Haciendome compañia
La vieran dentro mi rancho
Sencillita como es ella
Y sus ojitos se apagan
Como el fulgor de una estrella
Yo le pido a dios rezando
Que mi mamá no se muera
Que viva dentro mi rancho
Como estampita si quiera
Si alguna vez madrecita
Tu te me vas para el cielo
Llevame madre querida
No me dejes que te quiero
Pero su sombra me alcanza
Como bendicion divina
Es el angel de la guarda
De mi vida peregrina
Sombra del arbol plantado
En el patio solo hay un eco
Retoño fiel que traduce
La voluntad de mis ruegos

Maria è arrivata in Italia da 3 anni; ha 18 anni ed ha due fratelli di 17 e 15; la loro mamma li ha preceduti dall’Ecuador parecchi anni fa de ha lavorato molto e a lungo per permettere loro di raggiungerla.

In Ecuador i tre fratelli vivevano con il padre; questo è per loro un ricordo molto doloroso, perché con lui non c’è sempre stato un rapporto pacifico. Questo e la lontananza della mamma li ha uniti in maniera particolare, un’unione fatta di reciproca e continua difesa gli uni degli altri: in tutto ciò Maria, essendo la sorella maggiore, ha assunto il ruolo di seconda mamma.

Maria vuole fare la sarta, ma le piacerebbe anche lavorare in un albergo, cosa per cui sta studiando; poco tempo fa ha fatto il tirocinio nella reception di un hotel: quando è tornata al Gruppo Gulliver per raccontarci com’era andata, camminava a 2 metri da terra, dicendo di aver fatto un’esperienza meravigliosa, in cui non le è mai pesato di doversi svegliare molto presto la mattina, né di stare a lungo in piedi.

Maria, quando sei arrivata al Gruppo Gulliver ti chiamavamo “l’avvocatessa”, ti ricordi?

Sempre attenta agli altri, a difenderli, comunque e dovunque. Anche ora ti curi degli altri, ma soprattutto hai capito cosa vuoi fare per te e qual è la tua strada.

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