Patrizia e l’importanza di sostenere i ragazzi a livello umano

“Ho deciso di dedicare parte del mio tempo libero al Progetto 9+ perché sono più di 10 anni che faccio volontariato nelle scuole (prima elementari e poi medie) e ho scoperto che amo stare coi giovani e provo il desiderio di aiutarli nel loro percorso formativo, non solo didattico. Ho scoperto un po’ tardi nella vita che la mia vera vocazione è l’insegnamento perché penso che i ragazzi abbiano bisogno di essere indirizzati, ascoltati, sostenuti, spesso supportati nel loro percorso di vita, dato che sovente le famiglie di origine non hanno tempo per questo.

Collaboro con Celim da cinque anni nella gestione di un doposcuola che si tiene due pomeriggi a settimana in una scuola secondaria di primo grado. Nello specifico aiuto i ragazzi a studiare storia e geografia. Prima dello studio, dedichiamo uno spazio al gioco collettivo per permettere ai ragazzi di socializzare tra di loro e con noi educatori.

Questa esperienza mi ha dato e mi sta dando tantissimo a livello umano. Confrontarsi con i problemi dei giovani mi aiuta a mantenere una mentalità aperta, non giudicante e disposta a mettersi in discussione. A parte questo, la conoscenza di alcuni ragazzi con gravi problemi familiari mi ha dato la possibilità di donare il mio tempo e il mio affetto ad alcuni di loro anche al di fuori del contesto scolastico. Sono tuttora in contatto con alcuni dei mie ex alunni che mi contattano ancora quando hanno bisogno di aiuto nello studio o per problemi personali.

Penso che sia fondamentale sostenere il Progetto 9+ perché è importante che i bambini e i ragazzi siano aiutati e sostenuti quanto più possibile nei loro anni di scuola dell’obbligo, non solo a livello didattico, ma soprattutto umano. Dobbiamo aiutarli a comprendere che l’istruzione è fondamentale perché da essa dipende gran parte del loro futuro. Consiglierei ad altre persone di aggiungersi al nostro gruppo perché donare il proprio tempo e le proprie conoscenze è un’attività che ci arricchisce molto a livello umano, ci fa provare emozioni inaspettate e ci fa rimanere in contatto con il bambino che è in noi”.

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